Buccellato

20.00 IVA inclusa

Tipici biscotti ripieni della tradizione bolognettese. Il ripieno è un tripudio di gusto e tradizione.

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Descrizione

Tipici biscotti ripieni della tradizione bolognettese. Il ripieno è un tripudio di gusto e tradizione.

Anticamente, durante la novena natalizia, le donne anziane della famiglia per rallegrare le serate preparavano “u vucciddatu” (il buccellato), un dolce molto semplice che scandisce il tempo della festa e della ricorrenza religiosa (il Natale). Questa genuina prelibatezza diffondeva, dalle case dove veniva preparata, un odore così buono che propagandosi per tutto l’abitato, rallegrava i cuori. AI piacere e al sapore speciale del buon vucciddatu preparato in casa si accompagnava la bella usanza di sedersi attorno al “cufularu” (braciere) per conversare ed ascoltare i nonni che raccontavano favole ai nipotini.

La farcia del buccellato può essere costituita da un impasto di fichi oppure di mandorle, ma quest’ultimo era più prestigioso e veniva chiamato ”u vucciddatu finu” da non consumarsi fino al giorno di Natale. Per giustificare la circostanza si raccontava ai bambini che questo tipo di buccellato non poteva essere consumato prima di Natale altrimenti, secondo quanto diceva una leggenda, il Bambinello Gesù sarebbe nato con i piedini storti. Oggi questo patrimonio del gusto rischia di scomparire. Nel rispetto delle tradizioni, Delizia ha voluto conservare le antiche procedure di lavorazione e, in particolare “du Vucciddatu”. Questo dolce viene prodotto da Delizia anche durante il periodo estivo quando numerosi sono i nostri emigrati i quali,meravigliati e quasi emozionati davanti al buon Vucciddatu fuori stagione sono vogliosi di gustarlo con avidità.

Tecnicamente, il buccellato è un impasto di frolla friabile che racchiude in sé un condimento prelibato formato da ingredienti semplici ed eccellenti del nostro territorio come:

  • MENNULI MUDDISI: mandorle morbide e dal colore bianco;
  • MULUNI PURCEDDU: melone dalla buccia verde striata tipico di stagione; il suo succo ricco di zucchero, viene utilizzato in sostituzione dell’acqua e dello zucchero stesso (non per dare particolare gusto, ma per risparmiare nel costo dello zucchero);
  • SCORCIA D’ARANCIA: buccia dell’arancia tagliata a vermiglione per meglio farla essiccare e poterla macinare assieme alle mandorle per far sprigionare il suo delicato profumo;
  • PEZZETTINI DI CIOCCOLATO TRITATO
  • CUBETTI DI ZUCCATA CANDITA
  • CODETTE COLORATE
  • GLASSA BIANCA

Venivano utilizzate formine circolari dentate per tagliare i dolci prima di essere messi in teglia per essere infornata. Per rivestire di glassa i buccellati, in mancanza di altri utensili, venivano usate le piume di gallina. La tradizione e gli usi che si tramandano da generazioni sembrano non cedere in questa nostra terra di Sicilia, dove il periodo natalizio è ancora quello propizio per spiegare un matrimonio. E così, nella vigilia del Natale, nella casa della fidanzata, si riunivano moltissimi parenti e amici per festeggiare i novelli fidanzati. Era usanza di utilizzare “u vucciddatu” a forma di cuore come trionfale al centro della tavola imbandita a festa per il pranzo di Natale. A fine pasto in onore dei fidanzati “U vucciddatu” veniva consumato con grande gioia.

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Pasticceria fondata nel 1985 e giunta alla seconda generazione. Un bel connubio tra tradizione e pasticceria moderna, studio, determinazione e sacrifici.

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